
Buoni per racconti di bici elettriche — Archivio
16/09/2025
Montaggio del motore Nine Continents RH205b su una MTB
05/10/2025Durante una cena tra amici conobbi un personaggio piuttosto insolito. Un tipo fuori dagli schemi, che chiameremo SAM, arrivato dal nord Europa e impegnato con grande passione nella salvaguardia del pianeta. Insomma, non era proprio il mio genere!
Eppure il mezzo con cui arrivò alla serata attirò immediatamente la mia attenzione.
Mentre dalle mie parti alcuni si presentano con auto piuttosto appariscenti, lui era arrivato in bicicletta…
La prima cosa che mi incuriosì di SAM fu la pettinatura orizzontale. Più tardi capii che il vento aveva spinto all’indietro i capelli impomatati per l’occasione.
Anche se all’inizio avevamo poco interesse l’uno per l’altra, aspettai che avesse bevuto qualche bicchiere per chiedergli della sua bici. Scoprii che era elettrica e che quel mezzo di trasporto era comune nel suo paese. Finalmente capii perché la ruota posteriore e la parte centrale del telaio fossero occupate dai componenti.
La mia grande idea di quella sera fu chiedergli di provarla.
«Non è per le ragazze», mi disse. «Arriva a 60 km/h».
Beh, amico mio, hai trovato la persona giusta: non ci sono molte ragazze scatenate come me. Salii in sella e fu una meraviglia: accelerazione fulminea, silenzio da sogno e soltanto il soffio dell’aria a ricordarmi che controllavo un motore potente alimentato da una batteria impressionante. Provai ad andare sempre più veloce; in seguito scoprii che ero soltanto in seconda. Superavo le auto, lasciavo indietro gli scooter alla partenza, la gente mi guardava stupita e decisi che non volevo più tornare.
Mi piaceva tutto di quella bici elettrica. Era semplicemente esaltante, soprattutto sulle salite ripide, dove il motore spinto al limite emetteva un rumore metallico da «TIE fighter», come a ricordare che stava dando tutto.
Tornai tardi, con i capelli sparati in tutte le direzioni.
«Ne voglio una uguale», annunciai a SAM. «E, se non posso averla, voglio la tua».
Abituato a tanto entusiasmo per la sua bici, Sam diede poco peso alla mia eccitazione. Mi consigliò comunque di fare un giro nel negozio sportivo che chiamava scherzosamente «à font les formes». La mia risposta aprì la conversazione.
«Non dirmi che l’hai comprata lì. Si vede che l’hai costruita tu. C’è nastro adesivo dappertutto e ci sono fili liberi… L’hai fatta tu».
Il mezzo era davvero un insieme di parti meccaniche ed elettroniche, coperto di schermi LCD. Sembrava più il veicolo di Ritorno al futuro che una bicicletta perfettamente convenzionale e senza carattere.
Avevo toccato l’orgoglio del progettista e la conversazione decollò, forse aiutata dalla notte che avanzava. Eccomi, giovane padawan, iniziata al gergo delle bici elettriche e dei kit su misura da montare da soli sulla propria bicicletta.
In sostanza, il messaggio era: se non sai nulla di meccanica, non sperare di arrivare a una bici di questo tipo.
«Sì, ma SAM, tu sei qui. Posso persino interessarmi all’ecologia, se serve».
Poi arrivò la questione del costo, con cui sperava di raffreddare il mio entusiasmo. Ma, quando qualcosa mi piace davvero, sono disposta a investirci.
La serata finì così: SAM mi chiese di scrivere un articolo sulla mia piccolissima esperienza per aiutarmi a partire. Se avessi ottenuto il premio, cioè lo sconto, Sam dalla Svezia mi avrebbe aiutata con le pratiche e il montaggio. Speravo di essere all’altezza delle mie ambizioni e, se avessi vinto, non avrei mancato di raccontarvi il mio montaggio e le mie esperienze… da ragazza.
P. S.: leggendo i racconti degli altri utenti di bici elettriche, ammetto che mi spaventava un po’ l’idea di affrontare un montaggio del genere. Ma non mi sarei tirata indietro: sono una vera SCHAWBLE!

