
Selezione storica di bici elettriche — Archivio
29/09/2025L’incontro con Sam e la prima prova di una bici elettrica
04/10/2025Kit per bici elettrica Rockrider:
Poiché la bicicletta non è sempre disponibile per gli spostamenti quotidiani, è importante avere mezzi di trasporto più rapidi e meno inquinanti. Questo articolo spiega come utilizzare una mountain bike come la Rockrider.
È una bicicletta con ruote in acciaio, utilizzabile per spostamenti personali o professionali.
Le bici elettriche hanno generalmente una potenza inferiore a quella delle biciclette dotate di un kit Power E-bike.
La potenza va quindi adattata al lavoro che la bici deve svolgere. Per fare sport si può scegliere una bici elettrica ad alte prestazioni. Per andare in ufficio si potrebbe scegliere una bicicletta convenzionale.
A 59 anni, la mountain bike richiede una forma fisica che a volte mi manca, secondo lo sforzo e il percorso. Il mio terreno di gioco sono le escursioni organizzate e segnalate del fine settimana, di circa 35 km con una media di 400 m di dislivello positivo, spesso su colline fangose.
Dopo un’ernia del disco 2 anni fa e 1 mese in carrozzina, devo spesso affrontare a piedi i passaggi più impegnativi. Il cuore resta troppo nella zona rossa, con frustrazione e stanchezza perché il corpo non segue più il livello tecnico.
Le alternative erano ridurre lo sforzo con percorsi più familiari, al massimo di 25 km e con poco dislivello, oppure passare alla mountain bike elettrica.
Questo passaggio incontra spesso una barriera psicologica: i puristi, di solito giovani e in forma, la chiamano bici da pigri o da imbroglioni. Ci sono anche dubbi sull’efficacia, soprattutto nel fuoristrada.
Volevo mantenere la mia Rockrider il più possibile fedele alla mountain bike, senza trasformarla in un finto ciclomotore. Ho scelto il RH205 nella versione con più coppia (180/280). La capacità di superare gli ostacoli contava più della velocità.
Il montaggio:
Ricevuto il kit di conversione nei tempi previsti, ho impiegato una giornata breve per l’intero montaggio. Volevo un lavoro pulito, senza trasformare i cavi in spaghetti come avevo visto in rete.
La ruota motrice è entrata perfettamente nel triangolo posteriore della RR 6.3. Avevo prima montato un pneumatico Schwalbe Nobby Nick da 2.10, con camera antiforatura gonfiata a 3 bar per trasmettere bene la coppia al terreno.
Per la ruota libera ho scelto la DNP 11-32, coerente con l’uso in mountain bike.
Ho usato una batteria tipo frog. Il telaio stretto della RR 6.3 non permette di inserire una batteria a bottiglia o trapezoidale nel triangolo. Restavano il portapacchi, troppo brutto per me, o lo zaino, che consideravo pericoloso e scomodo.
La batteria frog offre vantaggi estetici e pratici: è rimovibile, con blocco e accensione a chiave, e ha un contenitore integrato per il controller 17A. Sta dietro il tubo sella, vicino al baricentro. Ho scelto un modello da 36V e 10Ah, di 3.5 kg.
Per i collegamenti ho sostituito le prese Anderson del controller con 2 connettori cilindrici compatibili con la batteria.
Gli altri fili sono stati facili da collegare con il tutorial illustrato. L’eccezione è stato il P.A.S., che non riuscivo a montare così com’era: il rotore sul perno quadro del movimento centrale si bloccava stringendo la pedivella sinistra, per lo spazio insufficiente tra scatola e pedivella. Questo ha distrutto i piccoli denti di plastica che trascinano il rotore tramite il perno quadro.
Riflettendoci, la soluzione migliore è stata tagliare un disco al centro del rotore PAS per centrarlo sul corpo della pedivella senza toccare il movimento centrale. Ma come fissarlo saldamente? Ho usato una pedivella destra, prevista per il lato delle corone, rimosso le corone e conservato solo la crociera. I fori liberi sono diventati punti di fissaggio del rotore con fascette Colson ben strette.

Questo montaggio un po’ artigianale si è dimostrato molto affidabile in fuoristrada.
Per il resto dei collegamenti, nessun problema: LCD e commutatore a 3 rapporti funzionano bene.
La bici monta inoltre una trasmissione monocorona Raceface Narrow-wide da 30 denti per trattenere bene la catena e un cambio SRAM X7 a gabbia media. Il pneumatico anteriore è un Maxxis Medusa da 1.80 gonfiato a 2.7 bar.
Frenano il tutto dischi idraulici Shimano da 180 mm davanti e 160 mm dietro.
In strada… o meglio, sul sentiero…:
Batteria carica (5h), contatto inserito e LCD acceso: tutto perfetto.
Ai primi metri con la bici elettrica è arrivata una bellissima sorpresa. Mi sono girato istintivamente per vedere chi mi spingesse: nessuno… o meglio sì, il RH205!
L’accelerazione è decisa ma progressiva e il motore quasi silenzioso. Impressionante!
Non resistevo più e sono andato sui miei sentieri preferiti, dove spesso fatico con i polpacci stanchi o il fiato corto.
Un miracolo: passa dappertutto, con un’assistenza intuitiva proprio quando serve. Puro piacere.
Non va più veloce, ma supera tutto ciò che prima mi bloccava. Ho iniziato a cercare i passaggi più difficili per sorprendermi. Ci si dimentica del grande aiuto dato alle gambe.
Conclusione del mio kit per bici elettrica Rockrider
Il piacere è arrivato dove prima c’era fatica. Guidare e seguire buone traiettorie ha sostituito la frustrazione di non farcela o di finire distrutto, con un riposo di 3 ore per recuperare. Tutto positivo!
Inoltre la nuova bici elettrica resta ben equilibrata, senza impennate inattese, e stabile nelle discese rapide. Si saltano facilmente i piccoli tronchi caduti sul sentiero. L’assistenza PAS è perfetta e pedalo altrettanto, ma con gambe di 20 anni.
Sono stupito da questo montaggio e dallo spirito mountain bike rimasto intatto.




